Piccoli gesti per salvare il mondo - Seconda parte

Ogni più piccola azione conta.
Alcuni spunti per limitare il nostro impatto sull’ambiente.

Il cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti e grazie a Greta Thunberg e altri attivisti, i riflettori si sono accesi su questa preoccupante tematica e l’allarme è scattato in tutto il mondo: non si contano le idee e le iniziative, soprattutto giovanili, che mirano a contrastare l’inquinamento, a ridurre gli sprechi e a ottimizzare le risorse. D’altro canto, sembrano invece scarseggiare proposte concrete da parte dei governi e delle istituzioni mondiali, come se il problema non fosse mai in cima all’agenda politica. Azioni di più ampia portata che puntino a un vero cambiamento globale sono diventate necessarie e urgenti; senza di esse sarà molto complicato invertire la rotta.
Non si pensi però che la responsabilità sia solo di chi governa: ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte nella riduzione dell’impatto ambientale di ogni singola azione quotidiana; non è più tempo di delegare ad altri la cura del pianeta.
Per aiutarvi a raggiungere questo obiettivo, abbiamo deciso di stilare una lista di piccole accortezze e piccoli impegni che possono fare la differenza.
Piccoli gesti per salvare il mondo.

Azioni per salvare il mondo
  • Riduci la plastica e gli imballi non necessari.

Secondo gli esperti, nel 2050 nei nostri mari sarà presente più plastica che fauna, una stima inquietante che ci pone di fronte all’urgenza di ridurre al minimo l’impiego della plastica, sostituendola con contenitori riutilizzabili ed eliminando gli imballi non necessari. I sacchetti in plastica, per esempio, sono stati, in buona parte delle attività commerciali, sostituiti da quelli biodegradabili compostabili ma è preferibile munirsi per fare la spesa di sacchetti in tela o stoffa, ancor più sostenibili e più resistenti. Un’altra buona abitudine che si sta diffondendo in tutto il mondo è quella di portare sempre con sé una borraccia in alluminio e di consumare l’acqua del rubinetto o della fontana, dove possibile, limitando così le bottiglie in plastica, pesanti da trasportare e ingombranti da smaltire. In molti casi l’acqua dei nostri sistemi idrici è più pulita di quanto pensiamo ma per fugare ogni dubbio Altroconsumo offre un servizio ad hoc per testare la propria acqua: https://wetestwater.altroconsumo.it/.
Un altro capitolo nella lotta all’abuso di materiali plastici riguarda le stoviglie usa e getta: in quasi tutti i supermercati sono ormai disponibili all’acquisto le stoviglie biodegradabili e compostabili, smaltibili comodamente nei contenitori dell’umido e con un impatto ambientale infinitamente più basso delle stoviglie in plastica.

  • Ricicla la carta e ottimizza gli scarti.

Provate a fare una stima di quanti fogli di carta vengono usati nel vostro ufficio ogni giorno e su quanti viene scritta o stampata più di qualche riga. Può sembrare superfluo affrontare questo tema ma il problema è reale: ogni italiano consuma una media di 200 kg di carta all’anno, l’equivalente di 80 risme di fogli A4, mentre una famiglia di 4 persone consuma l’equivalente di due alberi all’anno. Pur senza considerare l’impiego di enormi quantità d’acqua per la produzione della carta, appare già chiara l’urgenza di applicare qualche accortezza al consumo della carta, per esempio stampando il meno possibile – facilitati da un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento su qualsiasi altro supporto – o stampando fronte/retro, salvando magari i fogli con una facciata bianca dalla spazzatura e conservandoli per appunti o stampe meno importanti.
Ovviamente la raccolta carta e il riciclo rimangono buone abitudini da non abbandonare.

Azioni per salvare il mondo
  • Spegni la luce e le apparecchiature elettroniche che non usi.

Il consumo di elettricità è uno dei costi che più pesa sull’economia delle nostre abitazioni e l’arrivo della bolletta è per molti un momento delicato. Da quando le apparecchiature elettriche hanno iniziato ad arredare le nostre case, si ragiona sullo spreco di energia elettrica e su come limitarlo: l’acquisto di elettrodomestici di classe A o superiore è senz’altro un punto di partenza, così come la buona abitudine di spegnerli quando non vengono utilizzati, evitando l’esoso stato di standby – che comporta solo la riduzione del consumo elettrico, non il suo termine – e staccando trasformatori e spine quando si parte per le vacanze.

Ma il gesto più semplice che si deve compiere per non sprecare l’energia elettrica è molto semplicemente spegnere la luce ogni volta che si abbandona una stanza: molto spesso per distrazione o per pigrizia lasciamo dietro di noi una scia di luci accese e in molti casi le accendiamo anche quando non ce ne sarebbe effettivamente necessità. Prova a spegnere la luce e a verificare se la luce naturale è sufficiente per quello che stai facendo.

L’ultimo consiglio non è alla portata di tutti ma può rappresentare un incentivo nella scelta della propria futura abitazione: installare pannelli solari e fotovoltaici o piccoli generatori eolici a casa propria per iniziare a sfruttare le energie rinnovabili e proiettarsi nel futuro.

  • Chiudi l’acqua.

Il rubinetto aperto mentre spazzoliamo i denti, laviamo la faccia o curiamo la barba è un costante sperpero di uno dei beni più preziosi, l’acqua. Lasciare il rubinetto aperto comporta uno spreco di più di 15 litri d’acqua per volta, oltre 10.000 litri a testa all’anno. È necessario dunque porre attenzione al consumo d’acqua attraverso piccole pratiche quotidiane: chiudere il rubinetto mentre ci si dedica ad altro, utilizzare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico, sostituire prontamente eventuali tubi che perdono.

  • Acquista gli indumenti di cui hai davvero bisogno e sfrutta a pieno il guardaroba.

L’industria tessile è una delle più inquinanti al mondo in termini di spreco d’acqua, di emissioni di CO2 e di diffusione di materie plastiche. I presunti benefici dello shopping cosiddetto “terapeutico” e la dipendenza da acquisto delle fashion victims non aiutano a limitare la produzione di abbigliamento. Occorre dunque attuare uno shopping responsabile e sostenibile innanzitutto informandosi sui materiali e sulla loro provenienza, e in secondo luogo acquistando sulla base delle proprie effettive necessità e sfruttando a pieno ogni capo d’abbigliamento.
Buona pratica è comprare vestiti di seconda mano, riciclare quelli vecchi e donare quelli che non si indossa più.

Hai già letto il nostro approfondimento sul tema?

Leggilo qui!

Azioni per salvare il mondo
  • Acquista a km 0 e non sprecare il cibo.

Il viaggio del cibo che finisce sulle nostre tavole può essere molto lungo e causa di consistenti emissioni di CO2. Secondo le stime della Coldiretti, il pasto di ciascun italiano ha percorso mediamente 1.900 chilometri prima di arrivare in tavola.
Per questo motivo, prediligere gli alimenti a km 0 rispettando la stagionalità dei prodotti consente di ridurre l’impatto ambientale della nostra spesa e al tempo stesso di mantenere in vita le piccole botteghe di quartiere, i piccoli artigiani e i coltivatori autonomi. Un’altra soluzione da prendere in considerazione è l’autoproduzione: coltivare un orto o solo qualche piantina sul balcone incrementa il verde cittadino e assicura emissioni zero ai tuoi piatti; un risparmio per te e per l’ambiente. A una dieta di frutta e verdura ecosostenibile, bisogna accostare un consumo di carne e pesce equilibrato che sia preferibilmente limitato a una o due volte a settimana; gli allevamenti intensivi hanno un forte impatto sull’ambiente in termini di emissioni di CO2 e di sfruttamento degli animali.
Ovviamente è necessario fare attenzione agli sprechi alimentari impegnandosi a consumare tutto ciò che acquistiamo o donando gli avanzi a chi potrebbe averne bisogno: lo spreco di cibo pro capite in Europa è di circa 100 kg all’anno, un dato da ridurre sensibilmente attraverso un consumo responsabile.

  • Diffondi le buone abitudini e parlane con amici e parenti.

Dai l’esempio a chi ti sta intorno e spiega l’importanza di ogni singola azione personale e del suo impatto sull’ambiente. Il consiglio di una persona cara vale sicuramente più di qualsiasi articolo di giornale o approfondimento sul web.
La missione è importante, serve il contributo di tutti.

Daniele Pilato

Greenflea è il mercatino dell’usato digitale che pianta alberi. Il nostro scopo è quello di creare una comunità responsabile di persone che scambiano, cedono o vendono oggetti di seconda mano per ridurre l’impronta ambientale di ciascuno di noi, rinsaldare la solidarietà delle comunità locali e risparmiare su costi inutili.

Disponibile sull'App Store e in Google Play

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e inizia a piantare alberi.

Piccoli gesti per salvare il mondo - Seconda parte

Ogni più piccola azione conta. Alcuni spunti per limitare il nostro impatto sull’ambiente.

Il cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti e grazie a Greta Thunberg e altri attivisti, i riflettori si sono accesi su questa preoccupante tematica e l’allarme è scattato in tutto il mondo: non si contano le idee e le iniziative, soprattutto giovanili, che mirano a contrastare l’inquinamento, a ridurre gli sprechi e a ottimizzare le risorse. D’altro canto, sembrano invece scarseggiare proposte concrete da parte dei governi e delle istituzioni mondiali, come se il problema non fosse mai in cima all’agenda politica. Azioni di più ampia portata che puntino a un vero cambiamento globale sono diventate necessarie e urgenti; senza di esse sarà molto complicato invertire la rotta.
Non si pensi però che la responsabilità sia solo di chi governa: ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte nella riduzione dell’impatto ambientale di ogni singola azione quotidiana; non è più tempo di delegare ad altri la cura del pianeta.
Per aiutarvi a raggiungere questo obiettivo, abbiamo deciso di stilare una lista di piccole accortezze e piccoli impegni che possono fare la differenza.
Piccoli gesti per salvare il mondo.

Azioni per salvare il mondo
  • Riduci la plastica e gli imballi non necessari.

Secondo gli esperti, nel 2050 nei nostri mari sarà presente più plastica che fauna, una stima inquietante che ci pone di fronte all’urgenza di ridurre al minimo l’impiego della plastica, sostituendola con contenitori riutilizzabili ed eliminando gli imballi non necessari. I sacchetti in plastica, per esempio, sono stati, in buona parte delle attività commerciali, sostituiti da quelli biodegradabili compostabili ma è preferibile munirsi per fare la spesa di sacchetti in tela o stoffa, ancor più sostenibili e più resistenti. Un’altra buona abitudine che si sta diffondendo in tutto il mondo è quella di portare sempre con sé una borraccia in alluminio e di consumare l’acqua del rubinetto o della fontana, dove possibile, limitando così le bottiglie in plastica, pesanti da trasportare e ingombranti da smaltire. In molti casi l’acqua dei nostri sistemi idrici è più pulita di quanto pensiamo ma per fugare ogni dubbio Altroconsumo offre un servizio ad hoc per testare la propria acqua: https://wetestwater.altroconsumo.it/.
Un altro capitolo nella lotta all’abuso di materiali plastici riguarda le stoviglie usa e getta: in quasi tutti i supermercati sono ormai disponibili all’acquisto le stoviglie biodegradabili e compostabili, smaltibili comodamente nei contenitori dell’umido e con un impatto ambientale infinitamente più basso delle stoviglie in plastica.

  • Ricicla la carta e ottimizza gli scarti.

Provate a fare una stima di quanti fogli di carta vengono usati nel vostro ufficio ogni giorno e su quanti viene scritta o stampata più di qualche riga. Può sembrare superfluo affrontare questo tema ma il problema è reale: ogni italiano consuma una media di 200 kg di carta all’anno, l’equivalente di 80 risme di fogli A4, mentre una famiglia di 4 persone consuma l’equivalente di due alberi all’anno. Pur senza considerare l’impiego di enormi quantità d’acqua per la produzione della carta, appare già chiara l’urgenza di applicare qualche accortezza al consumo della carta, per esempio stampando il meno possibile – facilitati da un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento su qualsiasi altro supporto – o stampando fronte/retro, salvando magari i fogli con una facciata bianca dalla spazzatura e conservandoli per appunti o stampe meno importanti.
Ovviamente la raccolta carta e il riciclo rimangono buone abitudini da non abbandonare.

Azioni per salvare il mondo
  • Spegni la luce e le apparecchiature elettroniche che non usi.

Il consumo di elettricità è uno dei costi che più pesa sull’economia delle nostre abitazioni e l’arrivo della bolletta è per molti un momento delicato. Da quando le apparecchiature elettriche hanno iniziato ad arredare le nostre case, si ragiona sullo spreco di energia elettrica e su come limitarlo: l’acquisto di elettrodomestici di classe A o superiore è senz’altro un punto di partenza, così come la buona abitudine di spegnerli quando non vengono utilizzati, evitando l’esoso stato di standby – che comporta solo la riduzione del consumo elettrico, non il suo termine – e staccando trasformatori e spine quando si parte per le vacanze.

Ma il gesto più semplice che si deve compiere per non sprecare l’energia elettrica è molto semplicemente spegnere la luce ogni volta che si abbandona una stanza: molto spesso per distrazione o per pigrizia lasciamo dietro di noi una scia di luci accese e in molti casi le accendiamo anche quando non ce ne sarebbe effettivamente necessità. Prova a spegnere la luce e a verificare se la luce naturale è sufficiente per quello che stai facendo.

L’ultimo consiglio non è alla portata di tutti ma può rappresentare un incentivo nella scelta della propria futura abitazione: installare pannelli solari e fotovoltaici o piccoli generatori eolici a casa propria per iniziare a sfruttare le energie rinnovabili e proiettarsi nel futuro.

  • Chiudi l’acqua.

Il rubinetto aperto mentre spazzoliamo i denti, laviamo la faccia o curiamo la barba è un costante sperpero di uno dei beni più preziosi, l’acqua. Lasciare il rubinetto aperto comporta uno spreco di più di 15 litri d’acqua per volta, oltre 10.000 litri a testa all’anno. È necessario dunque porre attenzione al consumo d’acqua attraverso piccole pratiche quotidiane: chiudere il rubinetto mentre ci si dedica ad altro, utilizzare lavatrice e lavastoviglie sempre a pieno carico, sostituire prontamente eventuali tubi che perdono.

  • Acquista gli indumenti di cui hai davvero bisogno e sfrutta a pieno il guardaroba.

L’industria tessile è una delle più inquinanti al mondo in termini di spreco d’acqua, di emissioni di CO2 e di diffusione di materie plastiche. I presunti benefici dello shopping cosiddetto “terapeutico” e la dipendenza da acquisto delle fashion victims non aiutano a limitare la produzione di abbigliamento. Occorre dunque attuare uno shopping responsabile e sostenibile innanzitutto informandosi sui materiali e sulla loro provenienza, e in secondo luogo acquistando sulla base delle proprie effettive necessità e sfruttando a pieno ogni capo d’abbigliamento.
Buona pratica è comprare vestiti di seconda mano, riciclare quelli vecchi e donare quelli che non si indossa più.

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Azioni per salvare il mondo
  • Acquista a km 0 e non sprecare il cibo.

Il viaggio del cibo che finisce sulle nostre tavole può essere molto lungo e causa di consistenti emissioni di CO2. Secondo le stime della Coldiretti, il pasto di ciascun italiano ha percorso mediamente 1.900 chilometri prima di arrivare in tavola.
Per questo motivo, prediligere gli alimenti a km 0 rispettando la stagionalità dei prodotti consente di ridurre l’impatto ambientale della nostra spesa e al tempo stesso di mantenere in vita le piccole botteghe di quartiere, i piccoli artigiani e i coltivatori autonomi. Un’altra soluzione da prendere in considerazione è l’autoproduzione: coltivare un orto o solo qualche piantina sul balcone incrementa il verde cittadino e assicura emissioni zero ai tuoi piatti; un risparmio per te e per l’ambiente. A una dieta di frutta e verdura ecosostenibile, bisogna accostare un consumo di carne e pesce equilibrato che sia preferibilmente limitato a una o due volte a settimana; gli allevamenti intensivi hanno un forte impatto sull’ambiente in termini di emissioni di CO2 e di sfruttamento degli animali.
Ovviamente è necessario fare attenzione agli sprechi alimentari impegnandosi a consumare tutto ciò che acquistiamo o donando gli avanzi a chi potrebbe averne bisogno: lo spreco di cibo pro capite in Europa è di circa 100 kg all’anno, un dato da ridurre sensibilmente attraverso un consumo responsabile.

  • Diffondi le buone abitudini e parlane con amici e parenti.

Dai l’esempio a chi ti sta intorno e spiega l’importanza di ogni singola azione personale e del suo impatto sull’ambiente. Il consiglio di una persona cara vale sicuramente più di qualsiasi articolo di giornale o approfondimento sul web.
La missione è importante, serve il contributo di tutti.

Daniele Pilato

Greenflea è il mercatino dell’usato digitale che pianta alberi. Il nostro scopo è quello di creare una comunità responsabile di persone che scambiano, cedono o vendono oggetti di seconda mano per ridurre l’impronta ambientale di ciascuno di noi, rinsaldare la solidarietà delle comunità locali e risparmiare su costi inutili.

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